Pista di fondo Laghetti

PISTA CHIUSA

 

Escursione nella

Pista di Fondo “Laghetti”

a Timau di Paluzza - (UD)

 

Percorrendo la statale 52 bis verso il Passo di Monte Croce Carnico e quindi verso l’Austria, 2 km a nord dell’abitato di Timau, in Comune di Paluzza, sulla sinistra scorgiamo gli impianti di partenza del “Centro Fondo Laghetti”.

Siamo a 910 mt. s.l.m. in una valle prima ampia e poi strettissima percorsa dal “rio Cjaule”, fin sù alle maestose vette del comprensorio del “Monte Coglians”.

Sistemiamo i nostri mezzi nel parcheggio situato poco più avanti rispetto al bivio della statale, dove in pochi metri abbiamo a disposizione i locali per la sciolinatura, la scuola sci e un accogliente ristorante bar con docce e servizi.

 

Abbiamo scelto di percorrere assieme a voi, il tracciato più lungo e paesaggistico del “Centro Fondo”, la pista “Touring”, con uno sviluppo complessivo di km 10. Suggeriamo di percorrerlo utilizzando gli sci di fondo della “tecnica classica” proprio per assaporare in pieno ciò che andremo a vedere.

La partenza è dolce e pianeggiante e seguendo la sinistra orografica ci si avvia verso l’interno della valle. Poco più avanti si attraversa il “rio Cjaule” (e lo faremo più volte) grazie ad un bellissimo e ampio guado. Da qui si ridiscende brevemente la valle dalla parte opposta del fiume in leggera discesa; si prosegue quindi girando a destra scivolando nel bel mezzo di una foresta di abeti. Qui troviamo la prima salita di un certo impegno e la successiva discesa ci riporta all’altezza del guado transitato poco prima e da qui, sotto monte, riprendiamo a risalire la valle. Da qui un lungo tratto in leggera salita ci porta fin sotto alla salita “esse”. Questo tratto alterna macchie di bosco con il passaggio lungo l’argine del fiume, dove l’acqua gelida rilascia una nebbiolina che rende l’ambiente fiabesco.

La nostra escursione prosegue affrontando la salita che ci porta con un tornante ad un ampio alpeggio. In questo ampio spazio spesso si gode il passaggio di una famiglia di caprioli che ogni inverno predilige questa zona per passare la stagione fredda. Qui infatti possono sfamarsi grazie alla vegetazione che rimane sgombra da neve sotto i maestosi abeti.

La pista percorre l’intero pianoro ai bordi in andata e in ritorno per poi riprendere il bosco prima in leggera discesa per circa 200 mt. e poi in salita con media pendenza verso il cuore della vallata. Qui in rapida successione incrociamo due chalet facenti parti della struttura ricettiva che possono essere affittati da chi vuol trascorrere vacanze veramente “naturali”.

Siamo proprio nel bel mezzo della foresta ed abbiamo percorso circa metà del nostro tragitto. La cosa che risalta maggiormente, facendo scorrere i nostri sci, è il silenzio che ci circonda. Ci siamo solo noi con i nostri sci, gli alberi, la neve, i raggi di sole che filtrano tra i rami e la nostra mente trova modo di liberarsi e godere di questo spettacolo.

Girando in tondo al secondo chalet, riscendiamo brevemente la valle con una bella discesa ampia di circa 300 mt. che termina con una lunga e dolce curva che ci riporta in salita. Da qui iniziamo una serie di salite intervallate da brevi pianori che ci portano in successione a raggiungere la quota più alta della pista, 1010 mt. Questo tratto di circa 1 km che culmina con la salita “Porto Cozzi” è interamente ricavato nel bosco ed è stato studiato sapientemente. Sicuramente dal punto di vista fisico è il tratto più impegnativo ma è anche il passaggio più bello da percorrere.

Eh sì, un meritato riposo in cima alla valle ci vuole proprio. Siamo ritornati lungo la sponda del fiume che da qui non lasceremo più, fin giù al termine della nostra escursione.

Ci aspettano 3 km di discesa, disegnata in maniera impeccabile e tale da non raggiungere mai elevate velocità. Anzi grazie a qualche piccola salitella, abbiamo l’opportunità di fermarci e dare un’occhiata al fondo valle, dove riusciamo a scorgere il nostro punto di arrivo. Particolarmente suggestivi sono i numerosi ponti che attraversiamo in successione per passare ora a destra e ora a sinistra del nostro “amico” di viaggio, il “Rio Cjaule”. A mano a mano che scendiamo verso valle, la pendenza scema fino a raggiungere il pianoro finale. L’ultimo chilometro e mezzo si può percorrere in due modi; il primo facile prevede di seguire il fiume in leggerissima discesa fino alla zona di arrivo; il secondo più impegnativo si inerpica con una salita nel bel mezzo degli abeti fin sotto al tracciato della strada statale per poi rituffarsi sul fondo valle con una lunga discesa mozzafiato ma non pericolosa che ci fa scivolare senza fatica verso il nostro obbiettivo finale. Siamo all’arrivo, siamo soddisfatti, ci diamo una pacca sulle spalle. 

 

Ora un po’ stanchi ma felici di “aver dato una bella stretta di mano alla natura”, dopo aver deposto i nostri “amici” sci, ci avviamo ad un meritato the caldo.

Sono sicuro che domani ci riproveremo a conquistare questa valle … magari con un po’ di fuori pista.

Laghetti panorama Ettore